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Comandanti partigiani giunti da lontano

Il ricordo dei fatti della Resistenza non può non passare attraverso al racconto dei tanti partigiani provenienti da tutto il mondo che cobatterono per la fine del nazifascismo e per la Liberazione del nostro Paese.  Un fenomeno trasversale ai ceti sociali e alle nazioni che ha camminato lungo un filo invisibile unendo generazioni e le nazionalità.

copertina-comandanti-partigiani-venuti-da-lontanoDa queste basi è partito il lavoro di Romano Repetti, della direzione provinciale Anpi di Piacenza, e di Gian Luigi Cavanna che sabato 7 aprile hanno presentato il loro libro: “Comandanti partigiani venuti da lontano” edito dalle Edizioni Pontegobbo di Bobbio, che racconta le gesta di Istriano, Gaspare, Montenegrino, Capitano Mack, Giovanni lo Slavo, il Greco e persino dei diversi ex militari della Wehrmacht fra i partigiani piacentini. Una conferma di come il movimento fosse intriso di presenza europea. Lo studio di Cavanna e Repetti ci informa che 661 furono i militari stranieri al fianco dei partigiani piacentini, 40 di loro lasciarono la vita combattendo sui nostri monti, 57 furono i disertori tedeschi e austriaci che aderirono al movimento.

La presentazione è stata introdotta da Claudio Silingardi, presidente dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, intervenuto sul tema: “La resistenza al nazifascismo, un solidale movimento dei popoli europei con migliaia di italiani presenti fra i partigiani in Francia, Jugoslavia, Grecia e Albania” e che ha messo in luce come gli obiettivi, pur specifici ad ogni singolo Paese, erano tuttavia comuni e con eguali valori, erano specifici di carattere generale e con una evoluzione simile: reti di soccorso e di evasione, propaganda clandestina, spionaggio e sabotaggio, guerriglia, manifestazioni pubbliche, lotta armata sotto comandi unificati”.

conferenza-santilarioAlla presentazione nell’Auditorium Sant’Ilario a Piacenza, sono intervenuti anche alcuni partigiani, tra i quali Mino Avogadri, Agostino Covati e Renato Cravedi che hanno ricordato incontri con l’Istriano, Ernesto Poldrugo, un comandante molto amato e di cui erano presenti tre dei cinque figli: Loredana, Josiane e Lorena.